
La nostra recente formazione a Mekele, dal 27 al 29 gennaio 2026, realizzata con il supporto dell’Unione Europea e della Repubblica Federale di Germania nell’ambito del progetto EURECS 2 Ethiopia, ha riunito 39 rappresentanti di Organizzazioni della Società Civile (OSC), riconosciute come attori chiave nel processo elettorale e contributori fondamentali a una governance democratica inclusiva.
La formazione ha rappresentato non solo una piattaforma di scambio di conoscenze, ma anche una dimostrazione concreta dei valori che intendeva promuovere — in particolare il principio di inclusione e il rispetto dell’identità sociale.
Le discussioni durante la formazione hanno approfondito il concetto di inclusività nelle elezioni, sottolineando l’importanza di garantire una partecipazione equa indipendentemente da genere, disabilità, etnia o background sociale. Tali riflessioni sono state rafforzate in modo significativo dalla diversità dei partecipanti stessi. Tra il gruppo erano presenti quattro persone con disabilità — due partecipanti non vedenti, una persona sorda e una persona con disabilità fisica — il cui coinvolgimento attivo ha ricordato a tutti che una democrazia realmente rappresentativa e credibile deve essere plasmata dalle voci e dalle esperienze di tutti i cittadini.
Oltre alle sessioni formali, una delle lezioni più significative è emersa attraverso l’interazione informale e la connessione umana. Dopo aver scoperto una passione condivisa per il calcio con un partecipante sordo, uno dei facilitatori di ECES ha esteso lo spirito di inclusione oltre l’aula di formazione. Più tardi, lo stesso giorno, il facilitatore si è unito ai giovani locali in un campo da calcio vicino, trasformando una semplice partita in una potente espressione di solidarietà, rispetto e comprensione reciproca.
Questo momento ha catturato l’essenza della nostra missione: l’identità sociale non dovrebbe mai rappresentare un ostacolo alla partecipazione, ma piuttosto un ponte che collega individui e comunità. Che si tratti di una sala elettorale, di un’aula di formazione o di un campo da calcio, la vera inclusione si realizza quando si va oltre le etichette e ci si concentra su interessi, valori e obiettivi condivisi. Quando le persone giocano insieme, imparano insieme e si impegnano insieme, si costruisce fiducia e si superano le divisioni.
La formazione di Mekele ha ribadito che costruire una società inclusiva non è solo un obiettivo politico o un impegno istituzionale — è un’esperienza vissuta. Favorendo ambienti in cui tutti si sentono riconosciuti, valorizzati e inclusi, ci avviciniamo a una cultura democratica in cui la partecipazione è significativa e il successo collettivo è possibile. In questo senso, l’inclusione è più di un principio: è un legame tra compagni di squadra che lavorano verso un futuro democratico condiviso.








