
A Moroni, il 26 gennaio 2026, si è compiuto un passo importante per l’uguaglianza di genere nell’Unione delle Comore. Presso la sede della Commissione Nazionale dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà (CNDHL), la Carta VIADuQ è stata ufficialmente adottata da diverse organizzazioni della società civile, sancendo il loro impegno a rafforzare la presenza delle donne negli spazi decisionali.
Questo gesto si inserisce nel quadro del progetto Shawiri, un’iniziativa sostenuta dall’Unione europea e guidata dal Centro Europeo di Assistenza Elettorale (ECES). L’obiettivo è chiaro: promuovere una governance aperta e inclusiva, in cui la voce delle cittadine e dei cittadini sia ascoltata in modo equo e in cui le donne possano trovare un percorso concreto verso la leadership e l’assunzione di responsabilità.
La Carta VIADuQ funge da bussola per le organizzazioni che desiderano rendere la parità tra donne e uomini una realtà duratura. Essa incoraggia la parità negli organi direttivi, l’adozione di regole interne eque e la riduzione delle barriere che ancora troppo spesso impediscono alle donne di accedere a ruoli chiave.
Tre strutture hanno formalizzato questo impegno con la loro firma: Demain, FAWECOM e Nomba Théâtre. Ciascuna, nel proprio ambito (educazione, mobilitazione comunitaria ed espressione artistica), condivide la stessa convinzione: costruire una società più equa, in cui i diritti umani e la giustizia sociale guidino l’azione collettiva. La CNDHL accompagna questi sforzi, garantendo che i principi della Carta VIADuQ si radichino e perdurino nel tempo. Con il progetto Shawiri, la voce della società civile si rafforza e le pratiche di governance locali si avvicinano a un’inclusione autentica, sostenibile e rappresentativa.






