
All’inizio di marzo abbiamo contribuito alla presentazione del capitolo boliviano del Global Media Monitoring Project (GMMP) 2025, un’iniziativa internazionale che analizza la presenza e la rappresentazione delle donne nelle notizie in 93 paesi. Il rapporto boliviano è stato preparato dal Círculo de Mujeres Periodistas de Bolivia, dal Servicio de Capacitación en Radio y Televisión para el Desarrollo (SECRAD), dal Consejo Nacional de Ética Periodística (CNEP) e da Educación Radiofónica de Bolivia (ERBOL), con il supporto di ECES.
Il seminario si è aperto con gli interventi di Nidya Pesántez, rappresentante di UN Women in Bolivia; Sara Macharia World Association for Christian Communication (WACC),collegata virtualmente; José Luis Aguirre Alvis, ex vicepresidente di WACC World; e Patricia Flores, presidente del Círculo de Mujeres Periodistas de La Paz che ha sottolineato l’importanza dell’impegno di ECES a favore della libertà di stampa, del pluralismo e della protezione delle donne giornaliste, in particolare nei contesti elettorali dove i rischi e le intimidazioni sono più elevati.
L’evento ha visto anche i contributi di Celine Ronse della Delegazione dell’Unione Europea e di Katia Uriona, esperta ECES in materia di genere e violenza politica. Il rapporto GMMP 2025, prodotto da WACC Global e dalla sua rete mondiale di monitoraggio, riunisce tre decenni di analisi sulla visibilità e sul trattamento delle donne nella produzione delle notizie. Questa edizione riprende questioni persistenti come chi definisce l’agenda dell’informazione, come le donne sono rappresentate nel racconto giornalistico e quali progressi o regressi si registrano nell’uguaglianza di genere nel panorama mediatico.
I risultati presentati durante il seminario mostrano che, a 30 anni dalla Dichiarazione di Pechino, l’uguaglianza di genere nei media, sia in Bolivia che a livello globale, rimane stagnante. Le donne continuano a essere sottorappresentate sia come soggetti delle notizie sia come fonti esperte, mentre la copertura rimane prevalentemente concentrata su politica, economia e violenza. Il rapporto individua due principali preoccupazioni: la persistente violenza contro le donne giornaliste, in particolare durante le elezioni, e la bassa rappresentanza politica delle donne, ulteriormente indebolita da narrazioni sessiste e da aggressioni alimentate dai media.
I risultati per la Bolivia rivelano che le donne compaiono solo nel 28% delle notizie, rispetto al 72% degli uomini, e costituiscono appena il 36% delle fonti citate. I dati evidenziano, inoltre, la frequenza di minacce e atti di violenza rivolti alle donne giornaliste nei contesti elettorali. Queste persistenti disparità riflettono l’urgente necessità di cambiamenti strutturali per garantire ambienti mediatici più inclusivi, equi e sicuri.







