Lo scorso novembre, presso TheMerode a Bruxelles, abbiamo avuto il privilegio di ospitare una discussione ristretta di alto livello con il Professor Romano Prodi, riunendo rappresentanti delle Ambasciate a Bruxelles dei dieci Paesi del Mediterraneo meridionale, Membri del Parlamento europeo, alti funzionari dell’UE, nonché rappresentanti dell’Unione Africana e del Segretariato dell’Organizzazione degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico.

Romano Prodi possiede una significativa esperienza istituzionale: nominato nel 1978 Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato in Italia, è stato anche Presidente del Consiglio dei Ministri per due mandati, dal 1996 al 1998 e successivamente dal 2006 al 2008. A livello europeo, ha ricoperto la carica di Presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004.

La discussione svoltasi durante l’evento si è concentrata su due iniziative strettamente interconnesse: il nascente Patto dell’UE per il Mediterraneo e la prospettiva creazione di un’Università per il Mediterraneo — un progetto accademico lungimirante sostenuto da tempo da Romano Prodi. Concepite come piattaforma per l’eccellenza accademica, la mobilità e il dialogo interculturale, tali iniziative mirano a rafforzare la cooperazione tra le due sponde del bacino mediterraneo, in linea con le più ampie priorità dell’UE in materia di istruzione, ricerca e stabilità regionale.

Questa visione sta ora acquisendo uno slancio concreto. Sotto la guida di Dubravka Šuica, la Commissione europea ha approvato un quadro strutturato di finanziamento per l’iniziativa nell’ambito dell’architettura politica del Patto per il Mediterraneo. Tale Patto, attualmente in fase di sviluppo, riflette il rinnovato impegno strategico dell’UE nei confronti del suo vicinato meridionale, integrando strumenti esistenti come il NDICI – Global Europe (Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument) e allineandosi agli obiettivi dell’Unione per il Mediterraneo. Esso pone un’attenzione particolare su giovani, istruzione, sviluppo economico e governance sostenibile.

Negli ultimi due anni, ECES ha svolto un ruolo costruttivo nel promuovere questa iniziativa, facilitando il dialogo tra i principali attori istituzionali, accademici e politici. Operando in modo neutrale, ECES ha contribuito a creare le condizioni per la costruzione del consenso e lo scambio intellettuale necessari a un progetto di tale portata e ambizione.

Nello stesso periodo, presso il Parlamento europeo abbiamo inoltre avuto l’onore di incontrare Elio Di Rupo, attuale membro del Parlamento europeo ed ex Primo Ministro del Belgio. Il suo impegno di lunga data per l’integrazione europea, la coesione sociale e il dialogo interculturale riflette pienamente i principi alla base dell’iniziativa dell’Università per il Mediterraneo.

Oggi, in un contesto caratterizzato da complessità geopolitiche e disparità socioeconomiche, l’istruzione emerge come una leva strategica per una cooperazione rinnovata. Promuovendo la mobilità accademica, la ricerca congiunta e i partenariati istituzionali, la proposta di un’Università per il Mediterraneo ha il potenziale di trasformare la storica linea di contatto rappresentata dalla regione mediterranea in uno spazio più strutturato e resiliente per l’innovazione e la prosperità condivisa.